Archivio per la categoria ‘CUCINA, BEVANDE E FUMO’

COME CUCINARE IL RISO?

Maggio 22, 2008

Ricordarsi di utilizzare il riso Pareboiled per fare un buon riso Pilaf!!!

Mettete a scaldare l’olio in una grossa pentola che possegga un coperchio a buona chiusura.
Fate rosolare il riso finche nono sara quasi marrone (attenzione a non bruciarlo, di solito e pronto quando sentite un odorino di noci!!).
Aggiungete il resto del riso e l’acqua calda.
Mescolate bene insaporire con sale (OGNI TANTO CI METTO ANCHE IL DADO).
e aspettare 20 minuti e ogni tanto mescolare.

A scelta si possono aggiungere anche verdure carne a piacere!

COME CUCINARE UN BUON “KOSHERI”

Maggio 22, 2008

350 gr di lenticchie
200 gr di riso
500 gr di passata di pomodoro
1/2 di cipolla
1 cucchiaio di aglio sminuzzato
2 cucchiai di aceto di vino
olio d’oliva

    Lessare il riso e far rinvenire le lenticchie, mettendole in acqua tiepida.
    Pasarle in una pentola con abbondante acqua e portare ad ebollizione.
    Cuocere a fuoco basso fin quando l’acqua non si sia asciugata.
    Nel caso in cui le lenticchie non sono ancora ben cotte, aggiungere altra acqua e proseguire la cottura.
    Preparare la salsa, facendo dorare l’aglio nell’olio caldo ed aggiungendo il passato di pomodoro.
    Cuocere per 10/15 minuti.
    Unire l’acqua e l’aceto e portare a ebollizione.
    Togliere dal fuoco e salare.
    Triare la cipolla e farla dorare in un filo d’olio caldo.
    Servire il kosheri disponendo nel piatto uno strato di lenticchie e uno di riso, ancora uno strato di lenticchie ed infine uno di riso.
    Coprire con qualche cucchiaio di cipolle e salsa.

      Maggio 22, 2008

      Spieghiamo un po’ di piatti tipici egiziani:

      Mulukhiyya: brodo di carne e di una particolare verdura tritata, cui si aggiungono coriandolo e aglio tritati.

      Basbusa: dolce a base di di semolino, burro, zucchero e noci, cosparso di scaglie di cocco. (dolce che io mangiavo sempre! è a dir poco squisito!)

      Kebab: spiedino di carne di montone arrostito.

      Kunafa: dolce composto da sottili strisce di pasta cotte alla piastra, condite con miele e sciroppo e ripiene di mandorle e nocciole.

      Ful/Ful mdammes:il piatto tipico egiziano, servito tanto nei ristoranti quanto in locali più modesti. Consiste di fave secche cotte al vapore e condite con olio e burro fuso.

      CUCINA EGIZIANA

      Maggio 22, 2008

      La maggior parte degli egiziani forse considera  i fagioli di fava, come il piatto nazionale.  Il pane egiziano accompagna la maggior parte dei pasti. Il pane locale è denominato Eish Masri o Eish Baladi, una parola che inoltre significa “la vita”.

      Gli antichi egizi sono conosciuti per l’uso nella loro cucina di grandi quantità di aglio e cipolla. L’aglio schiacciato fresco con altre erbe è usato nell’insalata piccante di pomodoro ed è inoltre usato nelle melanzane bollite o cotte. L’aglio viene fritto con il coriandolo e aggiunto al Mulukhiyya, una minestra verde popolare. Le cipolle fritte sono usate nel Kushari, un piatto che consiste di lenticchie, maccheroni, riso, ceci e di una salsa di pomodori piccante.

      Altri piatti tipici della cucina egiziana includono il Kebab e il Kofta, carne d’agnello, carne tritata e spiedini cotti su carboni. Gli Egiziani sono famosi per l’utilizzo del riso piccante nelle verdure, nei peperoni verdi, nelle melanzane, negli zucchini e nei pomoCous Cousdori per fare il Mahshi, che generalmente viene rotolato in fogli di viti, Mahshi Warraq Enab, o in fogli di cavolo, Mahshi Koronb.

      Lo Shawerma è un panino popolare di carne o pollo, rotolato solitamente in pane di pita con la salsa di Tahina. Il Dukkah è invece un brodo asciutto di dadi tagliati, semi e spezie orientali. Nella cucina egiziana ci sono parecchi dessert speciali quasi esclusivi del Ramadan, il mese del digiuno, quali ad esempio il Konafa e il Atayef.

      Tè egiziano

      Maggio 15, 2008

      Tipico di ogni tramonto è il Tè .

      Spesso e volentieri si beve il tè alla menta bevanda tipica che anche se bevuta calda sotto un grande sole tende a dissetare.

      Viene di solito offerto ai turisti alla fine di ogni escursione nel deserto sul cammello in o sul quod.

      Bevanda a mio avviso a dir poco squisita con un gusto particolarissimo che qui in Italia non ho mai sentito nemmeno di simile, infatti si ha solo un leggero retrogusto di menta nn è per nulla forte ed è energizzante.

      IL NOSTRO RAPPORTO CON IL CIBO

      Maggio 10, 2008

      Il nostrorapporto con il cibo è stato piuttosto conflittuale .

      Il villaggio forniva una cucina europea in un ampio buffet ricco di ogni cosa: verdure cotte e crude, carne, pasta, pesce, tantissimi dolci e alla vista buonissimi, e una grande varietà di pane.

      Il primo giorno sembrava tutto strano ma buonissimo poi con le verdure dai.. in qualche modo pensavamo di cavarcela. La cautela con cui bisogna evitare l’acqua locale non è mai troppa e ladissenteria è sempre in agguato quindi al bandole verdure crude!

      Tutto è molto speziato e tante cose sembrano avere lo stesso sapore.. quindi dopo 2 giorni tutto ci dava la nausea… Poi con ilcaldo l’appetito si era proprio affievolito, insomma alcune di noi hanno fatto un’intera settima senza toccare praticamente cibo.. con la gioia dei miei fianchi che sembravano diminuire… (altro che diete!) :D

      Ma siamo noi che siamo abituate all’Italia dove si mangia veramente bene e ilproblema del cibo per un italiano si riscontra in qualunque paese estero si visiti….

      NOI E IL NARGHILE’

      Aprile 30, 2008

      Il nostro rapporto con il narghilè è stato positivo.

      L’impatto è stato particolare perchè nessuna di noi fuma.  Il primo tiro è stato strano, poi c simo fatte prendere la mano e siamo diventate delle fumatrice incallite di Narghilè ( le immagini lo provano)

      Abbiamo profat tabacco aromatizzato alla mela verde, fragola, banana, ciliegia e rosa (che fa schifo)

      Ma il vizio è durato soltanto il tempo della vacanza poi siamo tornate e fare le brave ragazze.

      TROVARE UN NARGHILE’ COMODAMENTE A CASA

      Aprile 29, 2008

      Non è però necessario andare in egitto per procurarsi un Narghilè originale egiziano, infatti c sono tantissimi siti di vendita on- line di narghilè come questo: Narghilè e nel caso qualcuno ne possedesse uno può acquistare il tabacco!!

      NARGHILE’

      Aprile 29, 2008

      Il narghilè proviene dall’Egitto anche se è abbastanza diffuso anche in Afghanistan e in Arabia Saudita. In questi paesi fumare con il narghilè è un rito comune a molte persone e che simboleggia unione, amicizia e fratellanza.

      Malgrado reiterati tentativi degli ambienti religiosi e istituzionali islamici di vietare il fumo del tabacco, la pratica è rimasta ampiamente diffusa.

      Oggi il narghilè è ampiamente diffuso anche in Occidente.

      Il narghilè consiste nel far bruciare un carboncino soprastante un’essenza e aspirare attraverso un tubicino ilfumo che viene generato . Il fumo creato, viene filtrato più volte da membrane e dall’acqua presente nella parte inferiore del Narghilè che trattiene la maggior parte delle sostanze dannose per l’organismo, rendendole innocue. Inoltre la temperatura di combustione del tabacco è notevolmente inferiore rispetto alla temperatura di combustione della sigaretta, riducendo cosi al minimo le sostanze cancerogene contenute nel tabacco; confrontato con il fumo di sigaretta quello del narghilè ha effetti dannosi notevolmente inferiori al primo!.

      I tabacchi per narghilè sono molto simili a quelli usati per la pipa tradizionali, ma estremamente speziati e miscelati con la melassa sostanza molto densa e appiccicosa che ha due scopi:

      • ritardare il più possibile la combustione
      • addolcire il fumo che ne deriva.

      Il tabacco può essere aromatizzato (ne esistono alla mela, alla menta, alla banana, al limone, al cappuccino, al melone, alla liquirizia, alla pesca, alla fragola, all’arancia, al caffè, alla ciliegia, all’uva).

      È da notare il colore del liquido contenuto nella boccia dopo una fumata; esso appare verdastro segno che è avvenuto il filtraggio sopracitato. È inoltre possibile ‘creare’ dei propri tabacchi a seconda dei gusti acquistando tabacchi da pipa.

      Il narghilè è costituito, dal basso verso l’alto, da un contenitore d’acqua che si può arricchire con limone, Coca Cola o alcolici a seconda del gusto che gli si voglia dare (si deve fare attenzione se si adoperano alcolici all’interno di questo oggetto, perché ciò può portare all’ebbrezza), da una valvola solitamente in gomma per mantenere la pressione all’interno del contenitore, dal corpo (nient’altro che un tubo che arriva 2-3 cm al di sotto del livello dell’acqua contenuta all’interno del contenitore e che, quanto più viene immerso tanto maggiore sarà il filtraggio compiuto dal liquido scelto), da un braciere in cui sono contenuti i tabacchi e dal luogo in cui avviene la combustione.

      La preparazione del narghilè non risulta molto semplice; ci vuole molta pratica per ritenersi esperti nella preparazione ci sono svariate tecniche di preparazione a seconda del risultato che si vuole ottenere: per iniziare e per non rischiare di avere brutte infiammazioni alla gola non essendo abituati, la cosa migliore è prepararlo aggiungendo un ulteriore filtro: la carta stagnola. Si prende il braciere, ci si mette il tabacco scelto e si ricopre il tutto con carta stagnola su cui applicare con uno spillo tanti fori su tutta l’area superiore del fornelletto. A questo punto si è pronti per accendere la brace e appoggiarla sopra al preparato. Alcuni trovano incoraggiante, dopo un certo periodo di tempo, eliminare la carta stagnola.

      È estremamente importante, nella preparazione del narghilè, che vengano eliminate tutte le infiltrazioni di aria.

      BEVANDE ATTUALI

      Aprile 15, 2008

      Il Tè (shai) e il caffè (ahwa) sono offerti in ogni e occasione e fanno parte integrante della cultura, e dell’ospitalità. Entrambe le bevande vengono servite forti e con molto zucchero. Il tè è versato in bicchieri sul cui fondo volteggiano le foglie, mentre il caffè egiziano è servito in una minuscola tazzina per metà colma di sedimenti. Spesso è aromatizzato al cardamomo, ma è molto forte. Una alternativa al caffè egiziano è rappresentata dai succhi fatti di frutta fresca egiziana. Un piatto di frutta è di norma servito alla fine del pasto, ma di norma in ogni strada ci sono bancarelle che propongono succhi e spremute di frutti di stagione preprati al momento: guava (guafa), mango (manga) arancia (burtuqal), canna da zucchero (assab) e limone (limun). Durante i mesi più freddi si usa bere il sahlab, una bevanda a base di latte addensato con una farina ottenuta dal bulbo di una varietà di orchidea e aromatizzata con granella di noci e cinnamomo. Nei mesi estivi è tipico il karkade, ottenuto da un infuso di fiori di ibisco.

      Si evitano gli alcolici in quanto essendo diffusa la religione islamica è proibito bere alcolici ma le alternative sono soddisfacenti anzi migliri degli alcolici

                                    

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