
Il narghilè proviene dall’Egitto anche se è abbastanza diffuso anche in Afghanistan e in Arabia Saudita. In questi paesi fumare con il narghilè è un rito comune a molte persone e che simboleggia unione, amicizia e fratellanza.
Malgrado reiterati tentativi degli ambienti religiosi e istituzionali islamici di vietare il fumo del tabacco, la pratica è rimasta ampiamente diffusa.
Oggi il narghilè è ampiamente diffuso anche in Occidente.
Il narghilè consiste nel far bruciare un carboncino soprastante un’essenza e aspirare attraverso un tubicino ilfumo che viene generato . Il fumo creato, viene filtrato più volte da membrane e dall’acqua presente nella parte inferiore del Narghilè che trattiene la maggior parte delle sostanze dannose per l’organismo, rendendole innocue. Inoltre la temperatura di combustione del tabacco è notevolmente inferiore rispetto alla temperatura di combustione della sigaretta, riducendo cosi al minimo le sostanze cancerogene contenute nel tabacco; confrontato con il fumo di sigaretta quello del narghilè ha effetti dannosi notevolmente inferiori al primo!.
I tabacchi per narghilè sono molto simili a quelli usati per la pipa tradizionali, ma estremamente speziati e miscelati con la melassa sostanza molto densa e appiccicosa che ha due scopi:
- ritardare il più possibile la combustione
- addolcire il fumo che ne deriva.
Il tabacco può essere aromatizzato (ne esistono alla mela, alla menta, alla banana, al limone, al cappuccino, al melone, alla liquirizia, alla pesca, alla fragola, all’arancia, al caffè, alla ciliegia, all’uva).
È da notare il colore del liquido contenuto nella boccia dopo una fumata; esso appare verdastro segno che è avvenuto il filtraggio sopracitato. È inoltre possibile ‘creare’ dei propri tabacchi a seconda dei gusti acquistando tabacchi da pipa.
Il narghilè è costituito, dal basso verso l’alto, da un contenitore d’acqua che si può arricchire con limone, Coca Cola o alcolici a seconda del gusto che gli si voglia dare (si deve fare attenzione se si adoperano alcolici all’interno di questo oggetto, perché ciò può portare all’ebbrezza), da una valvola solitamente in gomma per mantenere la pressione all’interno del contenitore, dal corpo (nient’altro che un tubo che arriva 2-3 cm al di sotto del livello dell’acqua contenuta all’interno del contenitore e che, quanto più viene immerso tanto maggiore sarà il filtraggio compiuto dal liquido scelto), da un braciere in cui sono contenuti i tabacchi e dal luogo in cui avviene la combustione.
La preparazione del narghilè non risulta molto semplice; ci vuole molta pratica per ritenersi esperti nella preparazione ci sono svariate tecniche di preparazione a seconda del risultato che si vuole ottenere: per iniziare e per non rischiare di avere brutte infiammazioni alla gola non essendo abituati, la cosa migliore è prepararlo aggiungendo un ulteriore filtro: la carta stagnola. Si prende il braciere, ci si mette il tabacco scelto e si ricopre il tutto con carta stagnola su cui applicare con uno spillo tanti fori su tutta l’area superiore del fornelletto. A questo punto si è pronti per accendere la brace e appoggiarla sopra al preparato. Alcuni trovano incoraggiante, dopo un certo periodo di tempo, eliminare la carta stagnola.
È estremamente importante, nella preparazione del narghilè, che vengano eliminate tutte le infiltrazioni di aria.