
L’albero è sempreverde, ramoso, con la corteccia resinosa, il legno duro e ruvido di color rosso. Le sue foglie sono appuntite e lucide; i fiori sono bianco-rosati o giallastri, ma non tutti portano frutti. È di origine indiana e fin da tempi remoti ha avuto una rilevante importanza: appare in molte leggende indiane e tutt’oggi viene considerato sacro agli Indu’, dove viene usato come ornamento per i loro templi.
Fu introdotto nel IV secolo A.C. nell’est asiatico e, a partire dal X secolo D.C., diffuso nell’Africa orientale, venne esportato sucessivamente in America del Sud. Oggi viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali. Esistono delle coltivazioni di mango di rilevante importanza anche in Italia, in particolare in Sicilia ed ad in Calabria.
Il frutto è ovale, ha la polpa gialla/arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia può assumere diversi tonalita’: verde, giallo, rosso, oppure un mix di questi colori. Il peso di un mango può arrivare anche ad 1kg, ma solitamente in commercio è possibile trovarli da 300-500gr. Se ne distinguono due sottospecie: la filippina-indonesiana, detta anche “Camboya”, con forma più allungata e colore giallo-verde, più dolce e meno fibrosa; e l’indiana, detta anche “Mulgoba”, con forma più grossa e compatta e colore variabile dal verde al rosso fino al viola: quest’ ultima è la più presente nei mercati europei, in quanto più serbevole .
È ottimo con altri frutti esotici,con la carne, il pollo, il pesce e i piatti a base di curry. Si sposa a meraviglia con i chiodi di garofano, la cannella e lo zafferano.
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